Chiuso per ferie

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SI si lo so che ho combinato poco, si lo so che volete vedere un’astronave finita e qualche vignetta nuova.

Si è vero il buon ScatterHead doveva pubblicare un post (dove ho contribuito dando il meglio… modestamente) e non lo ha fatto (vi aveva avvisati), ma abbiate pazienza… Mi rifarò vivo martedì prossimo. Una settimana di vacanza non la si nega a nessuno!

Suvvia che passa in fretta. Aspettatemi con ansia e trepidazione (magari offritemi anche un cappuccio che non guasta mai e vi renderebbe benvoluti) e non vi deluderò!

 

Ebbene si… Sono un gran disorganizzato e non ho fatto in tempo a colorarlo, lo farò al ritorno! Giurin giurello.

 

AGGIORNAMENTO

Io ce lo so che voivvisieteggiàddimenticati (da leggere tutto d’un fiato) di me,  ma disegnare per ogni post è effettivamente un lavoro lungo e impegnativo… entro stanotte pubblico, giurin giurello (ho imparato tutto da Scatt…)

Spot #1

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Inizia oggi una serie di "spot" che compariranno sui monitor di voi graditi visitatori dei miei lidi saltuariamente e senza preavviso per colmare con note di colore gli spazi che separano un post dall’altro.

Gli spot in questione saranno ispirati al mio mondo di fantasia, saranno collegati tra loro e non avranno quasi mai attinenza con il mondo esterno. Saranno squarci di una storia a parte, fotografie del mondo che ho sempre solo immaginato che condurranno inesorabilmente a una inaspettata conclusione futura (spero…vedrete).

Non abbiate quindi pretese a riguardo, non cercate significati nascosti o particolari battute di spirito, non c’è morale in questi spazi. Immaginateli un pò come la pubblicità che divide i due tempi di un film…

Mak: Mamma mia che artista impegnato che sono! 

Lettore Medio: Sei senza idee, vero?

Mak: …Artista impegnato…

LM: …Ma senza idee 

Mak: …Dettagli!

 

                     

No? Peccato… Non mento mai quando non dico bugie…

 

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Non c’è giustizia!

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Hai passato notti insonni, quel sentimento di vendetta ti bruciava dentro e ora ti sei preparato duramente. Sai di poter avere la meglio.

Così arriva il giorno prestabilito e tu, incurante dei 40° all’ombra, esci di casa e ti rechi nel luogo dove sai di poterlo trovare.

E lui è lì, seduto, si gusta una bibita come nulla fosse. Avviene tutto più o meno così:

Mak: alzati cane! E’ giunta la tua ora

Cane: un momento , sono appena entrato

Mak: ti sfido

Cane: sei troppo sicuro di te…

Mak: tingerò la mia vendetta di rosso!

Cane: e no! oggi i rossi toccano a me!

Mak: ma uffa! li volevo io!

Cane: tu li hai tenuti l’altra volta…

Mak: si ma oggi i rossi vincono! E poi i blu scivolano male!

Ma tu ridi in faccia alla sfiga e così parte la sfida 2 contro 2. Sei più determinato che mai. Stai in porta perchè ti senti sicuro, Parti dalla porta perchè con il calcio balilla della FICB il portiere è determinante perchè è l’unico che può segnare i gol decisivi.

La regola fondamentale del calcio balilla è : "non importa che tu sia un campione, l’importante è che giochi in coppia col culo (da intendersi come fortuna)" e a quanto pare oggi, il culo ti gioca contro…

Si assiste quindi a scene ai limiti della slealtà dove le scuse e i pignistei accompagnano ogni gol subito

…Nel calcio balilla, come nella vita, non c’è giustizia!

(un pò come quando tentano di aprirti l’auto o lo scooter nello stesso posto alla stessa ora ma in giorni diversi…)

(Ma guarda te se ci devo impiegare giorni interi per pubblicare uno schifo di post come questo…)

Questione di punti di vista…

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Questa è la storia di un uomo, un uomo comune, ma con una caratteristica che lo rendeva particolare. Viveva a testa in giù.
                                      
Il signor Sottingiù, questo era il suo nome, a testa in giù faceva praticamente tutto, ci andava a lavorare, ci andava a fare la spesa e ci usciva persino con gli amici.
-In questo modo…- affermava il signor Sottingiù , -… vedo meglio dove cammino e non rischio di farmi male!-.
Egli però non era felice. Viveva da solo perché non aveva mai visto in faccia una donna, non perché fosse particolarmente timido, ma perché gli era fisicamente impossibile guardarla da quella posizione; per lo stesso motivo non si era mai fermato a osservare la vetrina di un negozio e quando camminava in città non vedeva altro che sporchi marciapiedi e scarichi di automobili. Per lui questo era molto deprimente e i suoi amici (dei quali conosceva poco più che le scarpe) un bel giorno decisero di fare qualcosa.
                                         
Così un pomeriggio andarono tutti insieme a fare una bella passeggiata in collina. Accanto al sentiero che il gruppetto percorreva, scorreva un fiumiciattolo, ma questo il sig. Sottingiù non poteva saperlo perché l’erba alta e i cespugli lo nascondevano. Dopo qualche minuto, Mario, uno degli amici dell’ometto capovolto, esclamò:- No! Ho perso le chiavi nell’erba alta, come farò ora a ritrovarle?- e Sottingiù, che meritatamente si definiva un buon amico, si offrì di cercarle.
Pochi passi oltre l’erbaccia e l’uomo sottosopra si sentì mancare il terreno sotto i pied…pardon, sotto le mani cadendo nel fiume. Tanto fredda e profonda era l’acqua e tanto grande la paura mista a stupore, che il sig. Sottingiù fece un balzo tirando su la testa per respirare. Gli amici lo aiutarono a ritornare sul sentiero e restare in piedi.
L’omino “che ormai non aveva più la testa in giù” si guardò intorno e rimase a bocca aperta: il sentiero si estendeva a perdita d’occhio tra alberi meravigliosi con fronde dalle mille forme, il fiumiciattolo scorreva e si mischiava alla luce per creare giochi di colore mai visti, prati enormi sembravano fare la ola al vento e tutto pareva molto più vasto di quel che era sempre stato.
Il sig. Sottingiù non si rimise mai più con la testa in giù e una volta tornato in città, si accorse che anche in mezzo a quel grigiore si potevano scorgere ampi spazi e orizzonti più o meno lontani e le auto avevano carrozzerie lucenti di svariati colori oltre che a fumose marmitte. In tutta la città non vi fu più una vetrina senza l’impronta del suo naso.
Egli aveva finalmente compreso che il mondo, se osservato da un punto di vista diverso, può avere molto di più da offrire.
 

Ah! Dimenticavo! Poco dopo essere tornato in città, il sig. Sottingiù trovò una bellissima fidanzata, perché amava parlare guardando la gente negli occhi con lo stupore e la genuinità di chi lo fa per la prima volta.

c’è chi può…

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Premessa propedeutica: sono morbosamente geloso del mio Pc, toccami la donna (e preparati a morire), ma non toccarmi il Piccì ( o preparati a morire).
Premessa propedeutica2: questo intervento è stato scritto 3 volte perché arrivato alla fine, qualcosa accadeva e io mi ritrovavo una gioiosa paginetta bianca senza aver avuto il tempo di salvare nulla.
 
Sono stanco, ma non mi meraviglio, il lavoro stanca. Nobilita ma stanca. Entro strisciando in camera, getto lo zaino sul letto e mi acquatto sulla mia maxy poltrona dirigenziale in pelle di pollo fatta da Apelle figlio di Apollo (con tanto di pesci che vennero a galla).
Sono stanco, lo so, ma voglio sapere se oggi qualcuno mi ha scritto una mail o lasciato un commento.
Sono stanco, è vero, ma allungo ugualmente un braccio per accendere il computer. Con la coda dell’occhio lo scorgo, ritraggo la mano con scatto felino, drizzo il pelo e caccio un urlo da prima donna. Lui sta lì, appollaiato sul caro Piccì e mi fissa con quei suoi occhi verdi.
Mio padre fa irruzione nella stanza col sorriso della festa.
 
Papà: Uh oggi ti ho preso il uarless (pronuncia tutta personale di wireless), così posso navigare anche io col portatile.
Makmad: …
Papà: ma non ti preoccupare ho già staccato il vecchio modem e ho collegato tutti i fili!
Makmad: !!!
Papà (materializzando un cd dal nulla): ci sarebbe solo da mettere questo e memorizzare la vecchia passuord
Makmad (catatonico): …
Papà (poggiando il cd sulla testa di Mak) : bene, te lo lascio qui…
 
E fu sera e fu mattino, mi risveglio dal trance, impugno il cd col fare sicuro che caratterizza i miei gesti, dal bere il caffè al farmi il bidet (t’ho fatto la rima e scusa se è poco!) e lo inserisco.
 
Router Login (o almeno così si fa chiamare il programma): Benvenuto!
Makmad: posso navigare?
RL: …non ancora…
Makmad: mio padre ha detto che ti serve la password…Eccola, ora posso?
RL: quanta fretta! Facciamo due chiacchere, diventiamo amici.
Makmad: veramente volevo dare un occhio al blog prima di andare a dormire…
RL: se vuoi rivedere il tuo blog vivo faremo a modo mio!
 
Mentre vedo la mia tranquilla serata andare alle ortiche col bianconiglio, mio padre dall’altra stanza mi rassicura sulla qualità del prodotto.
 
Papà: tranquillo, il negoziante dice che è facile da installare
Makmad: era proprio necessario?
Papà: ma io voglio navigare…
Makmad: non potevi tenere i soldi per poi non so…regalarmi una moto?
Papà: ma la moto non naviga!
Makmad: no, ma sapessi quanto fila…
Per la cronaca il wirless è momentaneamente accantonato per incapacità del cliente (io) di soddisfare le sue esigenze tecniche.